mercoledì 17 settembre 2014

Champions League: buona la prima

Lichtsteiner che fa su e giù sulla fascia e Tevez a tutto campo sono le immagini più significative della vittoria della Juventus sul tosto ed organizzato Malmö, tappa obbligata (ma non sufficiente) per la qualificazione agli ottavi di Coppa dei Campioni.
Sebbene i numeri siano tutti dalla parte dei bianconeri, con una sola occasione concessa e sventata da Buffon sullo 0-0, la partita è stata meno semplice di quanto potesse sembrare alla vigilia, con la Juventus che ha faticato, soprattutto nel primo tempo.
I padroni di casa si schierano con Buffon tra i pali, Caceres Bonucci ed il rientrante Chiellini in difesa, Lichtsteiner Pogba Marchisio Asamoah e Evra in mediana, Llorente e Tevez in attacco. A differenza della passata stagione, quando gli attaccanti giocavano molto vicini l’uno all’altro, Allegri chiede a Llorente di stare alto per allungare la difesa avversaria e a Tevez di giocare tra le linee, in modo da creare spazi all’interno dell’attenta e chiusa retroguardia svedese. Mossa tattica che riesce di rado nel primo tempo, complice il poco movimento senza palla dei centrocampisti, soprattutto delle mezzali. Pogba e Asamoah si inseriscono poco ed il risultato è che Llorente gioca quasi sempre spalle alla porta, mentre Tevez (il più ispirato per tutta la gara) è sempre troppo indietro per arrivare in tempo all’appuntamento con i suggerimenti dei compagni.
La prima occasione è del Malmoe, con Buffon che sventa di piede la conclusione di Eriksson, a tu per tu con il capitano bianconero, mentre la Juventus si rende pericolosa soprattutto grazie agli inserimenti di Lichtsteiner. Ottima la partita del terzino svizzero, a cui ieri sera è mancato solo l’ultimo passaggio. Certo, non è poco, ma considerando che non è un’ala pura e che macina chilometri su chilometri, chiedergli anche i dribbling ed il piede fatato sarebbe troppo.
Nella ripresa le cose migliorano, l’asse Tevez-Lichtsteiner crea scompiglio nella difesa avversaria e proprio Tevez porta in vantaggio i padroni di casa dopo uno splendido uno-due con Asamoah.
La Juventus va più volte vicino al raddoppio con Llorente, che prima si vede annullato un goal per fuorigioco e poi si fa pericoloso con una conclusione di tacco sventata sulla linea dal portiere Olsen. Infine, lo stesso centravanti basco e Pogba non riescono a tradurre in rete il bel rasoterra da sinistra di Evra, mancando il pallone di un soffio. A differenza di Asamoah, l’esterno francese è un terzino di ruolo che tende di più a cercare il fondo ed il cross. Dovrebbe beneficiarne Llorente, lo scorso anno cercato (e trovato) soprattutto da Lichtsteiner.
Il raddoppio arriva grazie ad un calcio piazzato di Tevez su una punizione dal limite dell’aria conquistata da Morata. L’ex giocatore del Real, nei pochi minuti in cui è stato chiamato in causa, ha fatto intravedere numeri interessanti. L’impressione è che troverà parecchio spazio durante la stagione.
L’altra partita del girone si chiude invece con la vittoria dell’Olympiakos (3-2) sui vice-campioni dell’Atletico Madrid, risultato che rende ancora più imprevedibile l’esito finale della prima fase.
Antonio Zurlo

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