Con tre vittorie e zero
goal subiti, Juventus e Roma tentano la prima fuga del campionato e dimostrano
ancora una volta di essere di un livello superiore rispetto alle avversarie.
La gara dei
giallorossi contro il Cagliari di Zeman
è addirittura imbarazzante, più vicina all’amichevole del giovedì che ad una
partita di campionato.
La Juventus non è da
meno e costringe il Diavolo rossonero a giocare nella propria metà campo per
tutti i novanta minuti. Il gioco è più compassato e ragionato rispetto alle passate tre stagioni, ma la fame è la stessa.
Allegri schiera per
10/11 la squadra che ha battuto il Malmö in Coppa, con la sola eccezione di
Pereyra nel ruolo di mezzala e Asamoah tornato ad occupare la fascia mancina.
Un po’ Vidal, un po’ Camoranesi, l’ex udinese ha offerto ancora un’ottima
prestazione, dimostrando di essere una valida ed affidabile alternativa al
cileno. Proprio l’argentino, fresco di convocazione, è il primo bianconero a
rendersi pericoloso: prima sfrutta un passaggio di Tevez con un tiro a giro che
esce di poco sopra l’incrocio dei pali, poi si fa deviare in angolo un piazzato
dal limite su sponda di Llorente, finora utilizzato soprattutto da attaccante
di appoggio.
Inzaghi chiede a De
Jong di avere un occhio particolare su Tevez, quest’anno più arretrato.
L’olandese esegue, concedendo però tempo e metri a Marchisio, libero di
impostare ed avanzare incontrastato. La mezzala di Chieri, schierato centromediano in attesa di Pirlo, non si fa
pregare e sfrutta il campo a disposizione per liberare un sinistro da fuori area che centra il palo a
portiere battuto.
Con El Shaarawy e Honda
costretti a fare i terzini, il Milan non riesce a ripartire e deve aspettare
due errori di Chiellini per affacciarsi nell’area avversaria. Sull’unica palla-goal rossonera degna di
questo nome, Buffon è bravo a respingere il colpo di testa del giapponese di
cross di Muntari.
Ancora Chiellini si fa
soffiare palla da Menez che riparte in contropiede; bravissimo Bonucci a
portare verso l’esterno il francese, il cui destro da fuori area è tutt’altro che
pericoloso.
L’azione più bella del
primo tempo è della Juventus. Tevez con un pallonetto cerca e trova Pereyra in
area di rigore. L’argentino è bravo a girare in spaccata per Llorente che salta
Rami con il primo tocco, ma si fa respingere il tiro da Abbiati, ottimo
nell’uscire sui piedi del basco.
Nel secondo tempo la
situazione non cambia ed il predominio territoriale dei bianconeri si fa ancora
più netto. Il Milan pensa esclusivamente a difendersi, mentre la pressione juventina
si intensifica. La difesa di Inzaghi, guidata dall’ottimo Zapata, si
difende con ordine, almeno sino a quando Tevez non decide di replicare il goal
segnato in Champions. Questa volta l’uno-due è con Pogba che con un tocco forse
più bello anche del tacco di Asamoah serve l’Apache che chiude il triangolo e
con il piatto destro uccella Abbiati. 1-0 ed ospiti in vantaggio.
La vittoria di misura
che regala i tre punti alla Vecchia Signora non rende l’idea della differenza
tra le due squadre, soprattutto di organico. Differenza che si fa abissale a
centrocampo, anche senza considerare le assenze tra i titolari di Pirlo e Vidal.
Battendo il Milan, i
Campioni d’Italia centrano la quarta vittoria in quattro gare, anche se c’è
ancora parecchio da migliorare, soprattutto nello sfruttare i cross dal
fondo per la testa di Llorente. Sinora ci ha provato principalmente Lichtsteiner,
anche se i chilometri su chilometri che lo svizzero (ancora una volta uno dei migliori) percorre in ogni partita si fanno sentire al momento dell'ultimo passaggio. Peccato
che sull’altra fascia l’ottimo Asamoah non ha nelle corde né il fondo né il
cross, altrimenti sarebbe perfetto. Dovrebbe, almeno da questo punto di vista,
andar meglio con Evra, terzino di ruolo.
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