martedì 23 settembre 2014

Prove di fuga

Con tre vittorie e zero goal subiti, Juventus e Roma tentano la prima fuga del campionato e dimostrano ancora una volta di essere di un livello superiore rispetto alle avversarie.
La gara dei giallorossi  contro il Cagliari di Zeman è addirittura imbarazzante, più vicina all’amichevole del giovedì che ad una partita di campionato.
La Juventus non è da meno e costringe il Diavolo rossonero a giocare nella propria metà campo per tutti i novanta minuti. Il gioco è più compassato e ragionato rispetto alle  passate tre stagioni, ma la fame è la stessa.
Allegri schiera per 10/11 la squadra che ha battuto il Malmö in Coppa, con la sola eccezione di Pereyra nel ruolo di mezzala e Asamoah tornato ad occupare la fascia mancina. Un po’ Vidal, un po’ Camoranesi, l’ex udinese ha offerto ancora un’ottima prestazione, dimostrando di essere una valida ed affidabile alternativa al cileno. Proprio l’argentino, fresco di convocazione, è il primo bianconero a rendersi pericoloso: prima sfrutta un passaggio di Tevez con un tiro a giro che esce di poco sopra l’incrocio dei pali, poi si fa deviare in angolo un piazzato dal limite su sponda di Llorente, finora utilizzato soprattutto da attaccante di appoggio.
Inzaghi chiede a De Jong di avere un occhio particolare su Tevez, quest’anno più arretrato. L’olandese esegue, concedendo però tempo e metri a Marchisio, libero di impostare ed avanzare incontrastato. La mezzala di Chieri, schierato centromediano in attesa di Pirlo, non si fa pregare e sfrutta il campo a disposizione per liberare  un sinistro da fuori area che centra il palo a portiere battuto.
Con El Shaarawy e Honda costretti a fare i terzini, il Milan non riesce a ripartire e deve aspettare due errori di Chiellini per affacciarsi nell’area avversaria.  Sull’unica palla-goal rossonera degna di questo nome, Buffon è bravo a respingere il colpo di testa del giapponese di cross di Muntari.
Ancora Chiellini si fa soffiare palla da Menez che riparte in contropiede; bravissimo Bonucci a portare verso l’esterno il francese, il cui destro da fuori area è tutt’altro che pericoloso.
L’azione più bella del primo tempo è della Juventus. Tevez con un pallonetto cerca e trova Pereyra in area di rigore. L’argentino è bravo a girare in spaccata per Llorente che salta Rami con il primo tocco, ma si fa respingere il tiro da Abbiati, ottimo nell’uscire sui piedi del  basco.
Nel secondo tempo la situazione non cambia ed il predominio territoriale dei bianconeri si fa ancora più netto. Il Milan pensa esclusivamente a difendersi, mentre la pressione juventina si intensifica. La difesa di Inzaghi, guidata dall’ottimo Zapata, si difende con ordine, almeno sino a quando Tevez non decide di replicare il goal segnato in Champions. Questa volta l’uno-due è con Pogba che con un tocco forse più bello anche del tacco di Asamoah serve l’Apache che chiude il triangolo e con il piatto destro uccella Abbiati. 1-0  ed ospiti in vantaggio.
La vittoria di misura che regala i tre punti alla Vecchia Signora non rende l’idea della differenza tra le due squadre, soprattutto di organico. Differenza che si fa abissale a centrocampo, anche senza considerare le assenze tra i titolari di Pirlo e Vidal.
Battendo il Milan, i Campioni d’Italia centrano la quarta vittoria in quattro gare, anche se c’è ancora parecchio da migliorare, soprattutto nello sfruttare i cross dal fondo per la testa di Llorente. Sinora ci ha provato principalmente Lichtsteiner, anche se i chilometri su chilometri che lo svizzero (ancora una volta uno dei migliori) percorre in ogni partita si fanno sentire al momento dell'ultimo passaggio. Peccato che sull’altra fascia l’ottimo Asamoah non ha nelle corde né il fondo né il cross, altrimenti sarebbe perfetto. Dovrebbe, almeno da questo punto di vista, andar meglio con Evra, terzino di ruolo.


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