martedì 7 ottobre 2014

Veleni

Juventus - Roma non sarà mai una sfida come le altre. Il suo destino è essere accompagnata dalle polemiche e dai veleni.
La partita di quest'anno non è da meno, anzi. Siamo al record, contestati 4 goal su cinque.
In questo diario mi ero ripromesso di non parlare di episodi arbitrali controversi, ma questa volta è inevitabile. L'alternativa era non scrivere nulla. Ai lettori, o meglio al lettore di questo blog, che spero non coincida per sempre con l'autore, poco interessa, ma io scrivo lo stesso, e mi tolgo subito il pensiero.
La partita inizia e c'è subito un rigore (non dato) con annessa espulsione per un fallo su Marchisio. Il contatto c'è ed il pallore era ancora giocabile.
Non è, invece, da rigore il tocco con il braccio di Maicon, al di la della questione dentro/fuori area. Il brasiliano si protegge il viso e non aumenta il volume del corpo. L'episodio avrebbe meritato epilogo diverso: ammonizione del terzino e ripetizione del calcio piazzato.
Molto dubbio anche il rigore fischiato in favore della Roma. Non si vede chi inizia la trattenuta sull'avversario, se Lichtsteiner o Totti. Anche qui il buon senso, prima regola non scritta del faticoso mestiere di arbitro, avrebbe suggerito un bel richiamo ad entrambi e la ripetizione della punizione. Su questo episodio pesa un altro dubbio: il fallo di Chiellini (ammonito) da cui nasce la punizione-cross sembra non esserci.
Meno incertezze sul penalty concesso per  lo sgambetto a Pogba, che è evidente. Stabilire se è fuori o all'interno dei 17, pardon,16 metri è questione di millimetri più che di centimetri.
Il goal di Bonucci merita un discorso a parte. Vidal si trova nel cono di visone del portiere. Fino allo scorso anno sarebbe stato ritenuto in posizione di fuorigioco attivo. Poi sono intervenute le nuove disposizioni FIFA che prendono in considerazione la traiettoria del pallone, oltre al portiere stesso, che deve vedere partire il pallone. In questo modo il verdetto è ribaltato, goal regolare.
Finita questa noiosa, ma dovuta, parentesi, andiamo alla partita.
Nel primo tempo meglio i bianconeri, più aggressivi del solito. Con il rientrante Pirlo preferito a Vidal ed il ritorno di Marchisio nel ruolo di mezzala, tornano anche gli inserimenti dei centrocampisti. Del primo ho già detto, con il presunto fallo di Holebas sul numero 8 juventino. Sull'1 a 1, lo stesso Marchisio calcia al lato un perfetto lancio di Bonucci.
A differenza dello scorso anno, quando Conte preferì aspettare la Roma per poi punirla in contropiede, la Juve di Allegri va a pressare alti i giallorossi per fermare sul nascere i rifornimenti a Gervinho e Iturbe. Proprio le ali capitoline costruiscono la più bella azione della gara e portano in vantaggio la Roma per 2 a 1.
Perfetto movimento a tagliare dell'argentino, che sfugge a Chiellini e uccella Buffon sul primo palo.
Il secondo tempo è più equilibrato, tanto che il 2-2 sembrerebbe il risultato più equo.
Purtroppo per la Roma, Bonucci si inventa il goal della domenica con un perfetto tiro al volo in diagonale.
Ancora latitanti i traversoni dalle estreme. Continuo a rammaricarmene, su uno dei pochi cross Morata colpisce la traversa.
La partita finisce con la vittoria della Juventus e con tante polemiche, dentro ma sopratutto fuori dal campo.
La querelle finisce addirittura in Parlamento, con interrogazioni parlamentari e richieste di intervento della CONSOB e della magistratura ordinaria.
Ora, le polemiche fanno parte del gioco ed è normale sentirle per strada, al Bar dello Sport o nelle trasmissioni sportive. La politica, però, si occupi di altro, lo sport ed il calcio hanno già i loro problemi!
Concludo su Totti. Quanto mi piace il 10 giallorosso come calciatore, che campione! Ma quanto piace a Totti fare la parte della vittima. Peccato sia un po' smemorato. Fatta eccezione per lo scorso anno, quando è arrivata a 17 punti dalla Juventus, la Roma di Totti non è mai finita seconda dietro i bianconeri. L'ultima vera lotta scudetto, nel 2001, la vinse la Roma, con tanti ringraziamenti alla Federazione che cambiò in corsa, a pochi giorni dalla sfida, le norme sull'utilizzo degli extracomunitari, permettendo a Nakata di giocare. Chi segnò in quella partita? Proprio il giapponese. 
Antonio Zurlo

Nessun commento:

Posta un commento