Finisce un ciclo e la Juventus cambia. Dopo quattro scudetti di fila, due edizioni della Supercoppa Italiana, una Coppa Italia e la finale di Coppa dei Campioni persa contro il Barcellona,quest’ultima a suggellare una stagione quasi perfetta, a Torino hanno deciso di rinnovarsi profondamente.
Non sapremo mai quanto abbiano inciso su tale svolta le decisioni di Pirlo e Tevez di vivere nuove avventure lontano dallo Stadium.
Ma era già successo nella storia della Vecchia Signora. Dopo la vittoria europea del 1996 andarono via i suoi uomini simbolo, da Capitan Vialli a Ravanelli, da Paulo Sousa a Vierchowood, fino a Carrera e Marocchi. Arrivarono Zidane, Montero e Vieri, ma anche Boksic, Amoruso e Iuliano.
E con loro arrivarono altre vittorie: Campionato, Supercoppa Europea, Coppa Intercontinentale, mentre svanì all’ultimo il sogno di bissare la Champions, persa contro gli ex Sousa, Kholer e Moeller.
E con loro arrivarono altre vittorie: Campionato, Supercoppa Europea, Coppa Intercontinentale, mentre svanì all’ultimo il sogno di bissare la Champions, persa contro gli ex Sousa, Kholer e Moeller.
Non fece lo stesso l’Inter del Triplete, non colse il segnale lanciato da Mourinho, che lasciò i nerazzurri la notte stessa della finale, e sappiamo tutti come andò a finire.
Ora la storia si ripete, dopo un quadriennio straordinario, si svolta. Cosciente di non poter trovare un altro Tevez e consapevole che non ci sarà mai un altro Pirlo, la Juventus si è trovata a dover sostituire due leader, sia in campo che fuori, e ha scelto giocatori con caratteristiche ben definite.
Come Tevez e Pirlo, anche Mandzukic e Khedira hanno giocato e vinto la Coppa dei Campioni (il tedesco anche un Mondiale), mentre in comune tra loro hanno qualche centimetro in più dei loro predecessori, importanti soprattutto in Europa se non hai la classe del bresciano o la stoffa dell’Apache. E poi alcuni giovani promesse come Dybala, Rugani e Zaza.
Per Vidal il discorso cambia. Questa era l’ultima occasione per cederlo a certe cifre, soprattutto con il contratto in scadenza del 2017. E poi c’è la questione tattica. Lo scorso anno ha giocato come centrocampista avanzato, non certo il suo ruolo, mentre Allegri in quella posizione vorrebbe un trequartista puro.
Sarà comunque difficile sostituirlo, per quello che ha dato in termini di temperamento, realizzazioni e, caratteristica sempre un po’ trascurata dalla critica, capacità di mettere l’uomo davanti alla porta avversaria, cosa che gli riusciva, in verità, di più da mezzala che da rifinitore.
Bisognerà saper scegliere. L’ideale sarebbero Pastore, sogno impossibile, e Isco, ma anche Özil. Difficile. Si fanno sempre con più insistenza i nomi di Goetze e Draxler.
Il primo lo vedo troppo simile a Dybala, sia tecnicamente che fisicamente, e mi sembra più attaccante che centrocampista. Il secondo mi ricorda Andy Moeller, ed è un complimento. Ciò che preoccupa è la loro tenuta fisica, ma sono giovani e di classe, vedremo se arriveranno. D’altronde dopo gli ultimi quattro anni, come non avere fiducia nella Juventus.
Antonio Zurlo
Nessun commento:
Posta un commento